SSC Schwerin: in schiacciata oltre il Muro

27.03.2021 21:43 di Massimo Finizio   Vedi letture
SSC Schwerin: in schiacciata oltre il Muro

Può una delle associazioni più vincenti della storia della DDR sopravvivere prima alla caduta del muro, poi all'egemonia capitalista, e continuare a vincere senza snaturare il proprio spirito? Certo, SSC Schwerin ne è la dimostrazione. Questa sera eravamo presenti, proprio per toccare con mano questa realtà, alla prima partita delle semifinali dei playoff del campionato, dove le ragazze di questa piccola città del Mecklenburg-Vorpommern hanno battuto con un secco 3-0 Allianz MTV Stoccarda.

E abbiamo parlato di associazionismo anche con il tecnico dello Schwerin: Felix Koslowski, classe 1984 e spirito italiana per i suoi trascorsi nel Bel Paese. Koslowski è anche allenatore della nazionale tedesca di pallavolo femminile e, alla vigilia di questa importante sfida trasmessa anche da Sky Germania, aveva anticipato alcuni temi anche in conferenza stampa risponendo alle nostre domande.

Grazie Italia. "La presenza di media italiani mi fa piacere - spiega il coach - e vi ringrazio per essere qui perchè in Italia ho trascorso anni bellissimi. In particolare mando il mio abbraccio agli amici di Bergamo dove ho trascorso giorni stupendi e maturato una grande esperienza. Credo che il campionato italiano sia il migliore al mondo, davanti a quello russo e quello americano. Ho avuto la fortuna di ammirare grandi campioni come Giani e la Piccinini: quest'ultima in particolare attirava tantissime nuove ragazzine che si avvicinavano al volley solo per emularla. Ma la Serie A italiana è forte anche tatticamente e tecnologicamente, con analisi video avanzate tecnologicamente. Io cerco tutt'ora di avvalermi di quell'esperienza anche per portare Schwierin in finale".

Ottimo italiano. Koslowski risponde poi "crepi" all'augurio "in bocca al lupo" in perfetto italiano e un "vi aspetto a Schwerin", dato che la conferenza stampa, causa covid, si è tenuta online. 

Post gara. Koslowski è raggiante naturalmente anche a fine gara quando, andando oltre il risultato sportivo - ovviamente trionfate per lui (26-24, 25-20, 27-25) ha sottolineato che Schwerin resterà sempre un'associazione e chespera che questa mentalità possa essere anche sviluppata ovunque sia in Germania che in Italia. "Io sono nato a Schwerin - ha spiegato - e alla caduta del muro ci siamo posti un'importante domanda: aprire al capitalismo o restare assocazione? Abbiamo scelto quest'ultima via, allargando e sviluppando ancora di più il nostro discorso associazionistico".