I fichi maturi, la stella d'oro, lo sport popolare e il Presidente Mattarella

28.01.2021 18:00 di Flavio Villani   Vedi letture
© foto di icando-verein.de
I fichi maturi, la stella d'oro, lo sport popolare e il Presidente Mattarella

Nelle Mille e una notte si racconta di un uomo così pigro che per risparmiarsi la fatica di mangiare se ne stava tutto il giorno sdraiato sotto un fico e aspettava che un frutto maturo gli cadesse in bocca.

È la metafora perfetta della nostra idea di successo: un’idea geniale ed è fatta. Non sarà capitato più o meno così a quelli di IcanDo, un’associazione sportiva di Hannover, che alcuni giorni fa è stata premiata in diretta televisiva dal Presidente della Repubblica tedesca Frank-Walter Steinmeier come migliore associazione sportiva del 2020? Cos’avranno fatto di tanto speciale per meritarsi la stella d’oro dello sport e un assegno da diecimila euro? Ma niente di che: durante la pandemia hanno organizzato nelle scuole elementari la pratica in sicurezza di sport di massa, anche per bambini disabili.

Al di là dell’ironia, sappiamo tutti che per raggiungere risultati importanti non basta aspettare che un fico ci cada in bocca. Infatti, se guardiamo la storia di IcanDo, nata solo undici anni fa, vediamo che la strada per arrivare a questo riconoscimento se l’è costruita a suon di premi (ne riportiamo alcuni):

 - 2006: premio tedesco per la prevenzione del crimine

 - 2009: premio per l’integrazione (del Land della Bassa Sassonia)

 - 2012: premio per l’integrazione (della città di Hannover)

 - 2016: primo posto al concorso di idee Sport e integrazione (del Land della Bassa Sassonia)

Un percorso impressionante, non certo frutto del caso, ma fatto di lavoro sul territorio, di studio, di pianificazione, di comunicazione.

A questo punto ci vengono in mente due cose: una bella e una brutta.

Cominciamo da quella bella: associazioni come IcanDo esistono anche in Italia. Tra le tantissime citiamo l’RFC Lions Ska di Caserta, il Quadrato meticcio di Padova e l’Atletico San Lorenzo di Roma (che il problema della pratica sportiva durante la pandemia se l’è posto in un convegno organizzato lo scorso ottobre, cui abbiamo partecipato anche noi).

La cosa brutta è che premi per la prevenzione del crimine, per l’integrazione o per l’organizzazione della pratica sportiva nelle scuole da noi non esistono. La stella d’oro avrebbero potuto vincerla il Milan, il Napoli o il Bari, se avessero avuto delle sezioni di sport popolare. Invece in Italia esiste solo lo sport professionistico. Per il CONI e le federazioni conta solo quello che fa ascolti, quello che fa girare i milioni. Le nostre istituzioni politiche lo sport di base nemmeno sanno che esiste e le associazioni sportive sono abbandonate a se stesse.

Quanto sarebbe importante invece che lo Stato le sostenesse, a cominciare dallo sviluppo di un quadro normativo efficace che permetta loro di crescere e moltiplicarsi, invece di lottare per la sopravvivenza! Quanto sarebbe importante che lo Stato ne riconoscesse il valore sportivo e sociale sul territorio!

Noi ce lo immaginiamo il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che premia in diretta su RAI 1 l’Unione Sportiva Stella Rossa della Valcamonica o la Zona Orientale Rugby Popolare di Salerno!