[ITA/DEU] Importante è partecipare: ma le Olimpiadi sono ancora interessanti? / Dabei sein ist alles: Sind die Olympischen Spiele noch interessant?
Amburgo ha detto ancora una volta di no, ma la politica cittadina non lo ha ancora capito. Il sindaco della città, pur con tutti i suoi meriti, insiste nel voler portare avanti questa idea senza comprendere il malcontento diffuso tra i cittadini.
La maggior parte dei media tedeschi continua a raccontare la contrapposizione tra ceti sociali alti e bassi, poveri contro ricchi, capitalismo contro working class, senza però comprendere e analizzare un dato fondamentale: anche molti appartenenti ai cosiddetti ceti sociali "alti" hanno votato contro il sindaco e contro le Olimpiadi.
Il referendum ha infatti prodotto un risultato che ha sorpreso gran parte dei mass media: 55% di No contro il 45% di Sì, superando persino il precedente referendum, conclusosi con un 52% contro 48%.
I cittadini della città, come abbiamo raccontato più volte, sono forse particolarmente sensibili alle questioni sociali. Lo avevamo già scritto nel nostro articolo del 12 marzo 2003, "Giochi pericolosi: via i barboni e gli immigrati". In quel periodo predicava un certo Olaf Scholz (SPD), protagonista negli anni successivi di numerose controversie. La procura tedesca continua a richiedere testimonianze sia all'ex Cancelliere ed ex Borgomastro della città, sia all'allora assessore alle finanze e attuale sindaco Peter Tschentscher. Entrambi continuano a respingere le accuse e rifiutano qualsiasi interrogatorio.
Tutti i distretti della città hanno espresso un voto negativo, in particolare le zone più benestanti, dove risiedono alcuni dei maggiori finanzieri della Germania. Amburgo è considerata il motore dell'economia tedesca e il quotidiano Die Welt la definisce addirittura un "club di super ricchi":
Hamburgs Club der Superreichen
La città ama definirsi la più bella del mondo e la "Porta sul Mondo", in riferimento al proprio porto. Tuttavia dovrebbe finalmente comprendere che la cattiva gestione economica, soprattutto nei grandi appalti pubblici come la Filarmonica dell'Elba, gli scandali bancari e le linee della metropolitana incomplete o mai terminate, hanno lasciato il segno.
E ultimo, ma non meno importante, un sindaco che sembra dimenticare che questa città è biano-marrone.
La campagna referendaria, condotta con una sciarpa blu notte al collo, presenziando alle partite dei "cuginetti" con un sorriso smagliante e il progetto di un nuovo stadio da 90.000 posti in mano, ha contribuito alla sconfitta politica del Borgomastro.
Troppo evidente l'esclusione delle altre strutture e associazioni sportive della città. Lei, caro signor Tschentscher, era il Borgomastro anche dell'AFC, dell'ETV e di tutte le altre società sportive cittadine: il Viktoria, lo SC Alster, celebre nel canottaggio, l'Hummelsbütteler HC, più volte campione di Germania nell'hockey, e l'Uhlenhorster Hockey-Club e.V., dove gioca Alexander Zverev.
La lezione politica è proprio questa: ad Amburgo, come sosteneva Pierre de Coubertin, ciò che conta è la partecipazione. La politica degli ultimi anni, non solo in Germania ma anche in Italia, sembra invece aver dimenticato la partecipazione dal basso.
La lezione del Sankt Pauli è chiara:
la città è partecipazione, la città è bianco-marrone, non blu.
Hamburg hat erneut Nein gesagt, doch die politische Führung der Stadt hat dies noch immer nicht begriffen. Der Bürgermeister der Stadt beharrt darauf, diese Idee weiterzuverfolgen, ohne die Unzufriedenheit der Bürgerinnen und Bürger wirklich zu verstehen.
Die meisten deutschen Medien schreiben von einem Konflikt zwischen oberen und unteren sozialen Schichten, Arm gegen Reich, Kapitalismus gegen Arbeiterklasse, ohne zu erkennen, dass auch viele Angehörige der sogenannten oberen Schichten gegen den Bürgermeister und gegen die Olympischen Spiele gestimmt haben.
Das Referendum brachte ein Ergebnis hervor, das viele Medien überraschte: 55 Prozent Nein gegenüber 45 Prozent Ja und damit sogar deutlicher als beim vorherigen Referendum, das mit 52 zu 48 endete.
Die Bürgerinnen und Bürger Hamburgs reagieren in sozialen Fragen besonders sensibel. Darauf haben wir bereits in unserem Artikel vom 12. März 2003 hingewiesen. Damals spielte ein gewisser Olaf Scholz (SPD) eine zentrale Rolle. Die Staatsanwaltschaft bemüht sich weiterhin um Aussagen sowohl des ehemaligen Bundeskanzlers und früheren Bürgermeisters als auch des damaligen Finanzsenators und heutigen Bürgermeisters Peter Tschentscher. Beide weisen die Vorwürfe zurück und verweigern weiterhin jede Vernehmung.
Alle Bezirke der Stadt stimmten mehrheitlich gegen die Olympiabewerbung, insbesondere die wohlhabenden Viertel. Hamburg gilt als Motor der deutschen Wirtschaft. Die Zeitung Die Welt bezeichnet die Stadt sogar als einen „Club der Superreichen“:
Hamburgs Club der Superreichen
Die Stadt nennt sich selbst die schönste Stadt der Welt und das „Tor zur Welt“. Gleichzeitig muss sie erkennen, dass wirtschaftliches Missmanagement bei Großprojekten wie der Elbphilharmonie, Bankenskandale und unvollendete U-Bahn-Projekte Spuren hinterlassen haben.
Und nicht zuletzt gibt es einen Bürgermeister, der vergessen zu haben scheint, dass diese Stadt braun-weiß ist.
Die Referendumskampagne mit einem dunkelblauen Schal, Besuchen bei den Spielen der „kleinen Cousins“ und den Plänen für ein neues Stadion mit 90.000 Plätzen trug letztlich zur politischen Niederlage des Bürgermeisters bei.
Der Ausschluss anderer Sportstätten und Vereine war zu offensichtlich. Sehr geehrter Herr Tschentscher, Sie waren ebenso Bürgermeister des AFC, des ETV und aller anderen Sportvereine dieser Stadt: von Viktoria über den traditionsreichen SC Alster, den Hummelsbütteler HC bis hin zum Uhlenhorster Hockey-Club e.V., bei dem Alexander Zverev spielt.
Die politische Lehre daraus ist einfach: In Hamburg zählt, wie Pierre de Coubertin sagte, die Teilhabe. Die Politik der vergangenen Jahre – in Deutschland wie in Italien – hat diese Teilhabe von unten oft vergessen.
Die Lehre des FC St. Pauli lautet:
Die Stadt ist Teilhabe. Die Stadt ist braun-weiß. Nicht blau.
