Allenatore, presidente e ds: la triade a testa alta dopo la retrocessione

20.05.2026 15:54 di  Redazione StPauli   vedi letture
Allenatore, presidente e ds: la triade a testa alta dopo la retrocessione
© foto di Fcsp/witters

FC St. Pauli, Göttlich, Bornemann e Blessin dopo la retrocessione: “Dobbiamo bruciare come il Millerntor”

Delusione e autocritica dopo l’addio alla Bundesliga

A meno di 48 ore dalla retrocessione dalla Bundesliga, il presidente Oke Göttlich, il direttore sportivo Andreas Bornemann e l’allenatore Alexander Blessin si sono presentati davanti ai media per analizzare il fallimento sportivo del FC St. Pauli.

Un confronto lungo, diretto e senza alibi, nel quale i tre dirigenti hanno affrontato tutti i temi più delicati: dalla stagione appena conclusa al futuro tecnico, passando per il mercato, l’identità tattica e il progetto societario.

Göttlich: “Lasciamo la Bundesliga a testa alta”

Il presidente Oke Göttlich non ha nascosto l’amarezza per una retrocessione arrivata dopo una stagione complicata:

“Siamo tremendamente delusi di non essere riusciti a mantenere la categoria. Fa male perché avevamo la possibilità di salvarci e negli ultimi due anni raramente siamo stati davvero senza chance in questa lega.”

Parole importanti anche per i tifosi del Millerntor, definiti ancora una volta “di prima categoria”:

“Mi dispiace soprattutto per i nostri tifosi straordinari, che hanno reagito a questa retrocessione con grande dignità.”

Göttlich ha poi invitato tutto l’ambiente a evitare cacce ai colpevoli:

“Non dobbiamo puntare il dito o massacrarci a vicenda con accuse reciproche. È il momento di un’analisi autocritica.”

Il numero uno del club ha comunque ribadito la solidità economica del progetto:

“Affronteremo la Zweite Bundesliga in una situazione economicamente stabile. L’obiettivo è non dover aspettare altri dieci anni per tornare in Bundesliga.”

Bornemann: “Retrocediamo meritatamente”

Molto duro anche il direttore sportivo Andreas Bornemann, che ha ammesso senza giri di parole i limiti della squadra:

“La permanenza in Bundesliga, almeno per ora, non ci è riuscita. Siamo retrocessi meritatamente.”

Bornemann ha spiegato come diversi problemi abbiano inciso sulla stagione: dagli infortuni di Morgan Guilavogui, Philipp Treu, David Nemeth, Jackson Irvine e Manolis Saliakas, fino alle difficoltà nella costruzione della rosa.

Nonostante ciò, il dirigente ha difeso la filosofia tattica del club:

“Continuo a credere che siano le difese a vincere i titoli, non gli attacchi.”

E sul futuro:

“Non significa che torneremo subito in Bundesliga, ma ho voglia di ripartire perché questo club non si fermerà.”

Blessin: “Ho sentito un vuoto totale”

L’allenatore Alexander Blessin ha parlato apertamente dello shock emotivo seguito alla retrocessione:

“Dopo la partita del weekend ho sentito un vuoto totale.”

Il tecnico ha spiegato di aver già avviato una lunga analisi interna insieme a Bornemann:

“Ci siamo detti le cose chiaramente, abbiamo analizzato problemi e aspetti positivi. In questa stagione è mancata continuità.”

Blessin ha anche ammesso le proprie responsabilità:

“Mi sto chiedendo continuamente cosa avrei potuto fare meglio.”

La questione allenatore: Blessin resta?

Uno dei temi centrali della conferenza è stato naturalmente il futuro della panchina.

Oke Göttlich ha confermato che i colloqui interni sono già iniziati:

“Noi tre siamo qui insieme perché abbiamo del lavoro da fare. Dobbiamo continuare a sviluppare il FC St. Pauli.”

Dal canto suo, Alexander Blessin non ha chiuso la porta:

“Se non riuscissi a immaginare un futuro qui, non sarei seduto in questa sala.”

E ancora:

“Il FC St. Pauli è un club enorme, pieno d’amore. Per i tifosi mi dispiace tantissimo.”

Difesa, identità e limiti offensivi

Molto interessante il passaggio dedicato all’approccio tattico estremamente prudente adottato durante la stagione.

Alexander Blessin ha difeso la scelta:

“Andare allo sbaraglio e prendere quattro gol sperando di segnarne tre non è il modo giusto di giocare.”

Secondo l’allenatore, la vera differenza rispetto all’anno precedente è stata la gestione degli errori e dei momenti negativi:

“Non siamo riusciti a gestire la frustrazione e i colpi subiti durante le partite.”

Oke Göttlich ha invece individuato il problema principale nei numeri difensivi:

“Abbiamo subito 19 gol in più rispetto all’anno scorso. Questo ci ha uccisi.”

Per Bornemann, infine, la stabilità difensiva resterà il fondamento anche nella prossima Zweite Bundesliga:

“Anche in seconda divisione una difesa compatta sarà la base per avere successo.”

Mercato, partenze e rinnovi

Bornemann ha chiarito che il club non sarà obbligato a vendere:

“Non abbiamo necessità economiche immediate. Possiamo anche dire di no.”

Situazione aperta invece per i contratti di Danel Sinani e Karol Mets.

Su Sinani:

“Non costringo nessuno a giocare qui se non è convinto.”

Su Mets:

“Ha ancora un fuoco dentro che riesce a trasmettere a tutto lo spogliatoio.”

Nuovi leader e futuro del vivaio

Secondo Blessin, il gruppo storico dovrà essere parzialmente rinnovato:

“Dobbiamo capire se in alcuni ambiti serva aprire nuovi spazi.”

Infine, Bornemann ha rassicurato sul futuro della U23 nonostante la retrocessione:

“Non cancelleremo la U23. Continuerà a essere una squadra importante per noi.”

Il dirigente ha inoltre sottolineato i lavori in corso al centro sportivo della Kollaustraße e al Brummerskamp, considerati fondamentali per la crescita del settore giovanile.

Un nuovo inizio

Il clima resta inevitabilmente pesante dopo la retrocessione, ma dalle parole dei vertici del FC St. Pauli emerge una linea chiara: nessuna resa, nessun processo pubblico e la volontà di ripartire immediatamente.

Perché, come ha detto Göttlich, il club dovrà tornare a “bruciare come il Millerntor”.