[ITA/DEU] FKK Olympia: Mettiamo a nudo le verità sulle Olimpiadi | FKK Olympia: Die Wahrheit über Olympia nackt betrachtet
Olimpiadi: tra sogno sportivo e realtà economica
Mettiamo a nudo alcune verità sulle Olimpiadi e su ciò che la maggior parte dei media non racconta. Si è scritto e parlato molto delle "bellissime" Olimpiadi Invernali appena concluse in Italia.
Grandi elogi, commozione e partecipazione. Le Olimpiadi sono senza dubbio un evento bellissimo, travolgente ed emozionante.
Siamo certamente favorevoli a questa manifestazione, ma – perché in ogni storia c'è sempre un "ma" – soltanto se fosse organizzata come accadeva 3.000 anni fa. Nell'antica Olimpia le guerre si fermavano; oggi, invece, si bloccano le Olimpiadi o si escludono molti partecipanti.
Nell'antica Olimpia vincevano soprattutto gli atleti provenienti dalle città della Magna Grecia, come Siracusa, Sibari, Naxos, Messina e soprattutto Crotone, che deteneva il record di vittorie. Le persone partecipavano senza vincoli commerciali o territoriali e senza discriminazioni. Anche chi era in guerra si ritrovava ai Giochi Olimpici, contribuendo a ricucire divisioni e incomprensioni.
Viva quindi le Olimpiadi, senza alcuna discriminazione. No ai boicottaggi, da quelli del 1980 a quelli del 1984, assurdi e incomprensibili, soprattutto perché chi boicottò nel 1980 finì poi per compiere azioni simili a quelle imputate alla parte boicottata nel 1984.
Alcuni anni fa la città di Roma disse giustamente no a una candidatura olimpica, a causa degli enormi costi che la collettività avrebbe dovuto sostenere. Come mai i costi esplodono sempre e i cittadini devono pagare per un Comitato Olimpico che raramente riesce a pareggiare i conti?
Lo spiega bene Giuseppe Pietrobelli nel suo libro Una montagna di soldi. A fronte di un budget superiore ai 7 miliardi di euro e di promesse di un evento "a costo zero", i contribuenti si troveranno a sostenere miliardi di euro di spese per impianti sportivi, strade e ferrovie, senza contare eventuali deficit di bilancio, la contestata pista da bob di Cortina e gli inevitabili impatti ambientali.
Ora la città di Amburgo progetta le Olimpiadi del futuro e i cittadini, attraverso un referendum, dovranno decidere se accettare o meno questo ulteriore impegno economico. Il progetto verrebbe gestito da un comitato creato ad hoc e guidato da un dirigente dei nostri "cuginetti", che preferiamo non nominare, in quella che rischia di diventare l'ennesima vicenda controversa.
Sul piatto della bilancia viene posto un nuovo stadio da 90.000 posti con pista d'atletica per i "cuginetti". La maggior parte delle competizioni sportive si svolgerebbe negli impianti dei club della provincia, mentre molte altre associazioni sportive rischierebbero di restare a mani vuote.
Il FC St. Pauli, forse l'unico club che potrebbe trarre qualche vantaggio da questa situazione, potrebbe – il condizionale è d'obbligo – ottenere un modesto aumento della capienza del proprio stadio fino a circa 45.000 posti. Un semplice contentino.
No, grazie. Bisogna votare no alle prese in giro e alle speculazioni.
Lassen Sie uns einige Wahrheiten über die Olympischen Spiele und das, was die meisten Medien verschweigen, offen ansprechen. Über die „schönen“ Olympischen Winterspiele, die gerade in Italien zu Ende gegangen sind, wurde viel geschrieben und gesprochen.
Großes Lob, Emotionen und Begeisterung prägten die Berichterstattung. Die Olympischen Spiele sind zweifellos ein wunderschönes, mitreißendes und faszinierendes Ereignis.
Wir stehen diesem Ereignis grundsätzlich positiv gegenüber – aber, wie in jeder Geschichte, gibt es ein „Aber“: nur dann, wenn die Spiele so organisiert würden wie vor 3.000 Jahren. Im antiken Olympia ruhten die Kriege, heute hingegen werden Olympische Spiele oder einzelne Teilnehmer ausgeschlossen.
Im antiken Olympia siegten vor allem Athleten aus den Städten Großgriechenlands wie Syrakus, Sybaris, Naxos, Messina und insbesondere Kroton, das den Rekord an Siegen hielt. Die Menschen nahmen ohne kommerzielle oder territoriale Beschränkungen und ohne Diskriminierung teil. Selbst Kriegsgegner trafen sich bei den Spielen und trugen dazu bei, Konflikte und Spannungen zu überwinden.
Es lebe also Olympia – ohne jegliche Diskriminierung. Nein zu Boykotten wie jenen von 1980 und 1984, die absurd und schwer nachvollziehbar waren, zumal die Boykottierenden später ähnliche Handlungen begingen wie jene, die sie kritisierten.
Die Stadt Rom sagte vor einigen Jahren zu Recht Nein zu einer Olympiabewerbung, da die enormen Kosten letztlich von der Gemeinschaft hätten getragen werden müssen. Warum explodieren die Kosten immer wieder, und warum müssen die Bürger für ein Olympisches Komitee aufkommen, das seine Finanzen kaum jemals ausgleichen kann?
Giuseppe Pietrobelli erklärt dies in seinem Buch „Una montagna di soldi“. Trotz eines Budgets von über sieben Milliarden Euro und der Versprechen eines „kostenlosen“ Großereignisses werden die Steuerzahler Milliardenbeträge für Sportstätten, Straßen und Eisenbahnen aufbringen müssen – hinzu kommen mögliche Haushaltsdefizite, die umstrittene Bobbahn in Cortina und erhebliche Umweltbelastungen.
Nun plant die Stadt Hamburg ihre Olympischen Spiele der Zukunft. Die Bürger sollen in einem Referendum entscheiden, ob sie diese zusätzliche finanzielle Belastung akzeptieren wollen. Das Projekt würde von einem eigens geschaffenen Komitee geleitet, an dessen Spitze ein Funktionär unserer „kleinen Cousins“ stehen soll – die wir hier lieber nicht namentlich nennen.
Als Gegenleistung wird ein neues Stadion mit 90.000 Plätzen und Leichtathletikbahn für die „kleinen Cousins“ in Aussicht gestellt. Der Großteil der Wettbewerbe würde in den Anlagen der Vereine aus der Region stattfinden, während viele andere Sportvereine leer ausgehen könnten.
Der FC St. Pauli, vielleicht der einzige Verein, der von dieser Situation profitieren könnte, würde möglicherweise eine leichte Erhöhung der Stadionkapazität auf etwa 45.000 Plätze erhalten. Ein kleiner Trostpreis.
Nein, danke. Stimmen wir gegen Spekulationen und gegen leere Versprechungen.
