[ITA/DEU] Olli Rohrer, dal Sudtirolo con il sogno di fare il coach/Aus Südtirol mit dem Traum, Fußballtrainer zu werden
Un giovane sudtirolese approda alla Jugendabteilung dell'FC St. Pauli. Si chiama Oliver Rohrer, ha 27 anni, viene da Tirolo – il paese sopra Merano – e fino a pochi mesi fa la sua giornata seguiva un ritmo che avrebbe stancato chiunque: la mattina nel negozio di frutta e alimentari gestito insieme al fratello Armin, il pomeriggio in campo per gli allenamenti con l'FC Obermais, in Serie D, oppure in panchina.
Perché Rohrer non era soltanto un calciatore: da oltre un decennio allena le giovanili della SPG Riffian Schenna Tirol, il club del suo paese, e nella stagione appena conclusa ha guidato contemporaneamente l'Under 12 e l'Under 15. Con l'Obermais ha collezionato quindici presenze, una rete e soprattutto un pezzo di storia: era in campo quando la squadra del quartiere meranese di Maia Alta ha conquistato una salvezza destinata a rimanere a lungo nei racconti del calcio altoatesino. Prima il pareggio nei minuti di recupero, poi il gol decisivo ai tempi supplementari. Salvi per un soffio.
La strada che lo ha portato fin lì sembra quasi una favola. Prima la Prima Lega Amatori con l'FC Tirol, poi il salto in Eccellenza con il St. Pauls e infine l'approdo in Serie D. «Quando giocavo ancora a Tirolo non avrei mai sognato di arrivare in Serie D», racconta. Quello che non avrebbe immaginato nemmeno allora è che, poche settimane dopo quella salvezza, avrebbe lasciato l'Alto Adige per trasferirsi ad Amburgo.
Il contatto è arrivato nell'autunno scorso, durante un corso di aggiornamento a Wolfsburg: un incontro con un dirigente del settore giovanile dei "Pirati", una selezione nella primavera successiva attraverso l'invio di video dei propri allenamenti e infine l'accordo. Contratto biennale e appartamento ad Amburgo dalla fine di giugno.
«Il mio lavoro principale sarà quello di allenare l'Under 17 dell'FC Buchholz, società partner del St. Pauli. Comincerò la prossima settimana e sono davvero felice di avere questa opportunità.»
A questo incarico affiancherà anche un secondo ruolo come allenatore nell'ambito del progetto dedicato al "calcio per tutti". «Sono molto contento di poter vivere anche questa esperienza, che permette di giocare a calcio anche a chi ha meno qualità tecniche.»
La scelta di Amburgo non è casuale e Rohrer lo spiega senza esitazioni. «Ho deciso di venire qui perché mi riconosco pienamente nei valori di fratellanza, inclusione e solidarietà portati avanti dall'FC St. Pauli.»
Per mantenersi in forma continuerà anche a giocare nel TSV Elstorf, formazione di Landesliga, il quinto livello del calcio tedesco, una categoria sotto la Regionalliga. «Per me è importante continuare anche a giocare, perché mi piace tantissimo e perché mi sento ancora in forma. Ho iniziato da poco gli allenamenti e sono molto soddisfatto.»
L'obiettivo, però, è ben chiaro. «Il mio sogno è diventare allenatore di calcio a tempo pieno. Se queste esperienze saranno valutate positivamente, potrò essere ammesso come tecnico nell'Accademia dell'FC St. Pauli.»
Vale però la pena raccontare anche che cosa rappresenti l'FC Obermais. Il club conta quasi 600 soci, oltre 500 dei quali praticano attività sportiva. Circa l'80% appartiene al settore giovanile. La società si dedica esclusivamente al calcio, maschile e femminile, e da anni porta avanti una collaborazione strutturata con l'FC Südtirol: i migliori giovani vengono inseriti nel settore giovanile biancorosso, mentre i calciatori della Primavera che non riescono a compiere il salto nel professionismo trovano spazio proprio a Obermais.
«La Serie D rappresenta anche una grande opportunità per tanti giovani locali che non riescono a trovare spazio nel Südtirol», spiega il presidente Hannes Schnitzer. Sponsor storico del club è la Cassa Raiffeisen di Merano, mentre l'obiettivo della società è ormai quello di consolidarsi stabilmente nella categoria. «Credo che Merano meriti la Serie D.»
Poi c'è la curva. Ed è qui che il racconto assume contorni decisamente particolari per un Alto Adige tradizionalmente molto conservatore. Nata nel 2005, in occasione della prima promozione dall'Eccellenza, la tifoseria organizzata dell'Obermais ha una dichiarata identità antifascista ed è vicina al movimento Antifa.
Settore nord dello stadio, ingresso indipendente, abbonamento collettivo a tariffa agevolata e trasferte completamente autogestite. Anche lontano da Merano seguono abitualmente la squadra oltre cento tifosi; nella decisiva trasferta nel Veronese erano addirittura circa quattrocento. Numeri che farebbero bella figura persino allo stadio Druso: per compattezza, presenza e sostegno vocale, la curva dell'Obermais è oggi nettamente superiore a quella dell'FC Südtirol.
Cosa pensa la società di una tifoseria così chiaramente schierata? «Noi – spiega ancora Schnitzer – siamo politicamente neutrali.» La curva, invece, rivendica apertamente il proprio posizionamento antifascista e coltiva rapporti con numerose tifoserie della sinistra europea, a cominciare proprio da quella del St. Pauli. Un legame ideale che esiste da molti anni e che, in qualche modo, rende ancora più naturale la scelta compiuta da Oliver Rohrer.
Ein junger Südtiroler wechselt in die Jugendabteilung des FC St. Pauli. Sein Name ist Oliver Rohrer, er ist 27 Jahre alt, stammt aus Tirol – dem Dorf oberhalb von Meran – und bis vor wenigen Monaten war sein Alltag alles andere als gewöhnlich: Vormittags arbeitete er im Obst- und Lebensmittelgeschäft, das er gemeinsam mit seinem Bruder Armin führt, nachmittags stand er entweder mit dem FC Obermais in der Serie D auf dem Trainingsplatz oder saß auf der Ersatzbank.
Denn Rohrer war nicht nur Fußballspieler. Seit mehr als zehn Jahren trainiert er die Nachwuchsmannschaften der SPG Riffian Schenna Tirol, dem Verein seines Heimatortes. In der vergangenen Saison betreute er gleichzeitig die U12 und die U15. Für Obermais absolvierte er 15 Spiele, erzielte ein Tor und schrieb vor allem ein kleines Stück Vereinsgeschichte: Er stand auf dem Platz, als die Mannschaft aus dem Meraner Stadtteil Obermais einen Klassenerhalt schaffte, über den man im Südtiroler Fußball noch lange sprechen wird – Ausgleich in der Nachspielzeit, Siegtreffer in der Verlängerung. Der Klassenerhalt gelang in letzter Sekunde.
Sein Weg dorthin liest sich fast wie ein Märchen. Zunächst spielte er in der Prima Lega Amatori beim FC Tirol, anschließend folgte der Sprung in die Oberliga zum St. Pauls und schließlich bis in die vierte italienische Liga. „Als ich noch in Tirol gespielt habe, hätte ich nie davon geträumt, eines Tages in der Serie D zu spielen“, erzählt er. Was er sich damals erst recht nicht hätte vorstellen können: Nur wenige Wochen nach diesem Klassenerhalt würde er Südtirol verlassen und nach Hamburg ziehen.
Der erste Kontakt entstand im vergangenen Herbst bei einer Fortbildung in Wolfsburg. Dort lernte er einen Verantwortlichen aus der Nachwuchsabteilung der „Kiezkicker“ kennen. Es folgte im Frühjahr eine Auswahlphase mit eingesandten Trainingsvideos – am Ende stand die Zusage. Ein Zweijahresvertrag und eine Wohnung in Hamburg ab Ende Juni.
„Meine Hauptaufgabe wird sein, die U17 des FC Buchholz zu trainieren, einem Partnerverein des FC St. Pauli. Ich beginne in der kommenden Woche und freue mich riesig über diese Chance.“
Zusätzlich wird er als Trainer im Projekt „Fußball für alle“ tätig sein. „Ich freue mich sehr auf diese Erfahrung, weil sie es auch weniger talentierten Kindern ermöglicht, Fußball zu spielen und Teil einer Mannschaft zu sein.“
Dass seine Wahl auf Hamburg fiel, ist kein Zufall. „Ich habe mich für den FC St. Pauli entschieden, weil ich mich mit den Werten des Vereins – Brüderlichkeit, Inklusion und Solidarität – vollständig identifizieren kann.“
Um selbst fit zu bleiben, wird Rohrer weiterhin für den TSV Elstorf spielen, einen Landesligisten – die fünfte Spielklasse in Deutschland und damit eine Ebene unter der Regionalliga. „Mir ist es wichtig, selbst weiter Fußball zu spielen. Ich habe großen Spaß daran und fühle mich körperlich noch sehr fit. Das Training hat bereits begonnen und ich bin wirklich glücklich.“
Sein eigentliches Ziel ist jedoch klar definiert. „Ich möchte hauptberuflich Fußballtrainer werden. Wenn ich mich in den kommenden Jahren bewähre, könnte ich anschließend als Trainer in die Akademie des FC St. Pauli aufgenommen werden.“
Doch auch der FC Obermais verdient eine genauere Betrachtung. Der Verein zählt fast 600 Mitglieder, mehr als 500 davon sind aktiv. Rund 80 Prozent spielen im Nachwuchsbereich. Der Club konzentriert sich ausschließlich auf den Männer- und Frauenfußball und arbeitet seit Jahren eng mit dem FC Südtirol zusammen. Talentierte Nachwuchsspieler wechseln nach Bozen, während ehemalige Primavera-Spieler des FC Südtirol, denen der Sprung in den Profifußball nicht gelingt, in Obermais Spielpraxis sammeln können.
„Die Serie D ist eine hervorragende Plattform für junge Fußballer aus der Region, die beim FC Südtirol keine Einsatzmöglichkeiten erhalten“, erklärt Präsident Hannes Schnitzer. Hauptsponsor des Vereins ist seit Jahrzehnten die Raiffeisenkasse Meran. Das Ziel sei inzwischen, sich dauerhaft in der Serie D zu etablieren. „Ich denke, Meran hat diese Liga verdient.“
Und dann ist da noch die Fanszene. Hier wird Obermais innerhalb Südtirols zu einer Besonderheit. Die organisierte Kurve entstand 2005 nach dem erstmaligen Aufstieg aus der Eccellenza und versteht sich politisch klar antifaschistisch. Sie steht dem Antifa-Milieu nahe.
Die Fans verfügen über einen eigenen Eingang im Nordsektor des Stadions, organisieren gemeinsame Dauerkarten zu vergünstigten Preisen und planen sämtliche Auswärtsfahrten eigenständig. Zu Auswärtsspielen reisen regelmäßig mehr als hundert Anhänger mit, beim entscheidenden Spiel in der Provinz Verona waren es sogar rund 400. Zahlen, die selbst im Drusus-Stadion Eindruck hinterlassen würden: In Bezug auf Präsenz, Geschlossenheit und Lautstärke ist die Obermaiser Kurve derzeit derjenigen des FC Südtirol deutlich überlegen.
Wie steht der Verein zu einer derart eindeutig positionierten Fanszene? „Wir“, erklärt Schnitzer, „sind politisch neutral.“ Die Kurve selbst vertritt dagegen offen antifaschistische Positionen und pflegt enge Kontakte zu zahlreichen linken Fanszenen Europas – allen voran zum FC St. Pauli. Eine ideelle Verbindung, die bereits viele Jahre besteht und Oliver Rohrers Wechsel nach Hamburg in gewisser Weise noch nachvollziehbarer erscheinen lässt.
