Giornata Internazionale contro l'omofobia: Sankt Pauli sempre in prima linea

L'omofobia è spesso un tabù nella società contemporanea, ancora di più nel mondo dello sport. Per fortuna esistono delle eccezioni
17.05.2022 19:27 di Patrick Lavaroni   vedi letture
Giornata Internazionale contro l'omofobia: Sankt Pauli sempre in prima linea

Oggi 17 maggio è la giornata internazionale contro l’omofobia. Celebrata da 130 paesi, la ricorrenza ideata dallo scrittore e attivista Louis-Georges Tin mira a sensibilizzare anche riguardo i temi della bifobia (avversione alla bisessualità) e della transfobia (discriminazione verso transgender e transessuali).
Perché il 17 maggio? In questo giorno, nel 1990, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità dichiarò che l’omosessualità non era una psicopatologia.

Il fatto che una simile considerazione abbia solamente poco più di 30 anni è così drammatico che fa quasi ridere. In ogni caso questo riconoscimento è stato il frutto di decenni di battaglie da parte degli attivisti LGBTQ+; oggi le generazioni più giovani paiono presentare una mentalità maggiormente aperta riguardo al tema, ma il lavoro da fare resta tanto per cui questa giornata va celebrata a dovere.

Tanti passi in avanti andrebbero fatti anche nel mondo dello sport, nel calcio in particolare, dove l’omosessualità è vista come un tabù. Una simile sensibilizzazione difficilmente comparirà sull’agenda del magnate americano o dell’emiro di turno, ma in Germania realtà come il Sankt Pauli sono in prima linea nella lotta alle discriminazioni.

Un esempio arriva dalla sezione pallamano dei pirati che adottò lo slogan “Lieb doch wen du willst”, cioè “Ama chi vuoi” e diede sostegno all’associazione Queere Vernetzung che si batte ad Amburgo per l’accettazione nei confronti di omosessuali e transessuali.

Ricordiamo anche il sostegno espresso dal FC Köln  (articolo qui) che all’inizio di quest’anno espresse il proprio sostegno ai 125 membri della Chiesa Cattolica Tedesca che fecero coming out.

Tutto ciò dimostra ancora una volta come il modello tedesco renda lo sport un mezzo per sostenere le battaglie sociali.