Fc SüdTirol: associazionismo e professionismo possono convivere anche in Italia

01.05.2021 19:18 di Stefano Severi Twitter:    Vedi letture
Fonte: TuttoCesena
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Fc SüdTirol: associazionismo e professionismo possono convivere anche in Italia

Associazionismo e professionismo anche in Italia? Ebbene sì, è possibile. Anzi, ancora meglio, è già una realtà. Si chiama FC SüdTirol, attualmente terza nel girone B della Serie C, in piena lotta per la promozione in serie B. Il sodalizio ha sede a Bolzano, in Alto Adige/SüdTirol, e questo sicuramente ha influito nell'avvicinare i biancorossi al modello tedesco. Soprattutto a quello del Bayern Monaco, dove Spa e associazione convivono per supportare il calcio professionistico. I due modelli sono del tutto simili, con differenze solo (ovviamente) nel numero di associati - Il SüdTirol si avvicina al migliaio - e nella percentuale associazionistica. Riportiamo di seguito alcuni stralci dell'intervista concessa dall'Amministratore delegato del FC Südtirol Dietmar Pfeifer al portale TuttoCesena in occasione della sfida ai romagnoli di domenica scorsa.

Pur essendo una società di diritto italiano, avete un’organizzazione che richiama il modello tedesco di associazionismo. Ci può illustrare meglio la vostra struttura?

Abbiamo due soggetti principali: una Srl che in ogni momento può diventare una Spa e un’associazione, L’Associazione FC SüdTirol. La Srl è composta da 32 soci, nessuno dei quali però ha più del 50% da solo delle quote. Questo aspetto è quello che ci dà stabilità, equilibrio, perché non c’è un singolo socio in grado di decidere per tutti. I soci nominano poi un Consiglio di Amministrazione il quale dà le deleghe per gli aspetti gestionali.

Quindi non avete nessun uomo solo al comando…

Esatto, non c’è il classico presidente mecenate che butta i soldi e poi si mette in mezzo a decisioni tecniche senza avere le competenze. Le deleghe del CdA sono affidate a professionisti con le giuste competenze, poi naturalmente di anno in anno il Consiglio effettua le proprie valutazioni circa il loro operato. 

E l’associazione?

Uno dei 32 soci è l’AFC Südtirol, associazione attualmente composta da 750 soci. È l’organismo che si occupa fondamentalmente del settore giovanile, dei corsi di formazione, dei campi estivi e di tanti altri progetti. Qualsiasi appassionato può diventarne socio con una quota di circa 50 euro all’anno.

È in pratica modello tedesco…

Esatto, solo che anziché contare il per il 50%+1 qual l’associazionismo vale per il 3,6%. Però è comunque una componente importante per far sentire tutti parti del progetto. L’associazione esprime un componente in Cda che è il loro portavoce.

Non pensa che sia necessario estendere la regola del 50%+1 anche in Italia?

Per me quella quota è esagerata e potrebbe limitare eventuali investitori seri intenzionati ad aiutare il club. Penso al Bayer Monaco dove Adidas, Allianz e Audi possiedono complessivamente circa il 24% delle quote e il resto è in mano ai 300mila soci: non vedrei grandi problemi se questa percentuale fosse aumentata ed entrassero altri grossi investitori. Il vero problema si ha quando una sola azienda possiede da sola più del 50% del club e può prendere decisioni che vanno contro gli interessi stessi della squadra.

A proposito di bilanci: come funziona in casa SüdTirol?

Noi abbiamo bilanci in pareggio, senza un euro di debito. Spendiamo solo quello che abbiamo, senza ricorrere a mutui o prestiti dalle banche per investimenti nel settore sportivo. I mutui sono ammessi solo per investimenti nelle infrastrutture.