Wolfsburg-St Pauli 2-1: all'apparir del vero tu misera cadesti

14.01.2026 22:24 di  Redazione StPauli   vedi letture
L'illusorio pari di Smith
L'illusorio pari di Smith
© foto di FCSP

Crollo finale a Wolfsburg: il St. Pauli lotta, pareggia, poi si consegna nel finale

Il 2026 del FC St. Pauli si apre nel modo più crudele possibile. Alla Volkswagen Arena i Boys in Brown giocano una partita seria, ordinata, a tratti anche convincente, ma tornano a casa a mani vuote: 2-1 per il Wolfsburg, con il gol decisivo incassato a due minuti dal novantesimo. Una sconfitta che pesa, perché lascia il St. Pauli ancora in zona retrocessione, a pari punti con Heidenheim e Mainz, seppur con una partita in meno.

E dire che, almeno per un’ora abbondante, la storia sembrava diversa.

Buon avvio, poi l’episodio che cambia l’inerzia

Il St. Pauli parte senza timori reverenziali, compatto, corto, aggressivo al punto giusto. Il Wolfsburg – reduce dal clamoroso 1-8 incassato a Monaco di Baviera nel weekend – cerca una reazione più nervosa che lucida. I Kiezkicker tengono bene il campo, concedono poco e provano a pungere.

L’equilibrio si rompe però su un episodio: rigore assegnato dopo intervento VAR per un tocco di mano di Wahl, con Eriksen glaciale dal dischetto al 25’. Una decisione che lascia l’amaro in bocca, anche perché il tiro appare deviato e la dinamica resta quantomeno discutibile.

Il St. Pauli, però, non si disunisce. Anzi.

Smith, qualità e personalità: pareggio meritato

Dopo aver incassato il colpo, la squadra di Blessin riprende a giocare. Jones va vicino al gol, Pereira Lage crea pericoli, Fujita illumina. Il pareggio arriva giustamente al 40’: azione avviata e rifinita da Eric Smith, controllo elegante e destro preciso che vale l’1-1. Un gol di tecnica e personalità, simbolo di un primo tempo chiuso in crescendo dai marroni.

È anche una rete che conferma un dato significativo: fino a stasera, il St. Pauli non aveva mai perso in Bundesliga contro il Wolfsburg. E a fine primo tempo, l’imbattibilità sembrava ancora al sicuro.

Secondo tempo di controllo, poi il blackout

Nella ripresa il copione cambia poco. Il Wolfsburg fatica a trovare spazi, il St. Pauli resta organizzato, forse meno brillante ma sempre dentro la partita. Le occasioni migliori sono ancora per gli ospiti, soprattutto con Fujita. Sembra il classico match destinato a un pareggio prezioso.

E invece, quando la partita entra negli ultimi minuti, arriva l’ennesima beffa stagionale.

All’88’, con difesa schierata, il St. Pauli arretra, concede la corsia per il cross e perde l’uomo in area: Pejčinović, praticamente l’unico del Wolfsburg dentro il box, colpisce di testa e firma il 2-1. Un gol evitabile, figlio di una lettura difensiva sbagliata e di un passo indietro fatale.

Una sconfitta che fa male (anche più del punteggio)

Il dato più amaro è che non si tratta di una disfatta, né di una prestazione negativa. Il St. Pauli ha giocato, ha lottato, ha tenuto testa a una squadra con qualità individuali superiori. Ma in Bundesliga, soprattutto laggiù in basso, le partite si decidono sugli episodi e sulla lucidità nei momenti chiave. E lì, ancora una volta, qualcosa è mancato.

Ora all’orizzonte c’è il Dortmund. Avversario ancora più difficile, ma anche un’altra occasione per dimostrare che questo St. Pauli non è già condannato. Servirà la stessa compattezza, ma soprattutto meno ingenuità nei minuti che contano davvero.

Le voci dal post-partita

Alexander Blessin (allenatore FC St. Pauli):
«Quando prendi il gol decisivo all’88’ è normale essere frustrati. Difendiamo inizialmente bene, poi arretriamo troppo e permettiamo il cross. In area manca la giusta marcatura e questo fa ancora più male. Dopo il rigore ci siamo ripresi e abbiamo pareggiato meritatamente. Ma nella nostra situazione servono punti, non solo buone prestazioni. Dobbiamo imparare dai nostri errori e fare meglio contro il Dortmund».

Hauke Wahl:
«È davvero amaro. Abbiamo fatto una partita ordinata e concesso pochissimo. Dopo la pausa eravamo più attivi e meritavamo almeno un punto. Il rigore è sfortunato, il pallone viene anche deviato e io cerco di girarmi. Ma il problema non è l’arbitro, è il gol preso alla fine. Dobbiamo portarci via la consapevolezza che possiamo dare fastidio a chiunque».

Eric Smith:
«Non è la prima volta che ci succede e sappiamo quanto faccia male. Pensavamo di avere il controllo della partita, poi il Wolfsburg ha avuto una sola vera situazione e ha segnato. In area c’era praticamente solo Pejčinović, questo non deve succedere. Dobbiamo imparare a gestire meglio i finali di gara».

Daniel Bauer (allenatore VfL Wolfsburg):
«Dopo l’1-8 di Monaco questo successo è fondamentale. Ogni vittoria in Bundesliga conta, soprattutto in questo momento. L’episodio del rigore? Capisco le proteste, sono situazioni da 50 e 50. Oggi la decisione è andata a nostro favore e ce la prendiamo».