Banda Bassotti e una carovana di Pace per il Donbass

Il portavoce dello storico gruppo combattere rock Banda Bassotti racconta l'esperienza della Carovana Antifascista: "Quelli in Donbass non sono morti di serie B".
07.03.2022 22:10 di Redazione StPauli   vedi letture
Banda Bassotti e una carovana di Pace per il Donbass

TuttoStPauli è contro la guerra, qualunque essa sia. Nella speranza che le armi tra Ucraina, Donbass e Russia lasciano al più presto spazio al dialogo e alla diplomazia e che i milioni di profughi possano tornare al più presto nelle proprie abitazioni vivendo in Pace tra di loro, ricordiamo biblicamente le parole di Gesù: chi è senza peccato scagli la prima pietra

In verità non ci sono mai morti di serie A e di serie B. Eravamo 8 anni, fa contrari alla guerra così lo siamo oggi, lo eravamo in Libia ed in Iraq, lo siamo ancora oggi in Siria guerra dimenticata ed ancora attuale. 

Il Papa Benedetto XV scrisse che le guerre sono "orrendi massacri " (era la prima guerra Mondiale), Carl von Ossietzky e Kurt Tucholsky furono ancora più forti, scrissero che i soldati "sono assassini" e per questo Carl von Ossietzky, Premio Nobel per la Pace tedesco di Amburgo, fu deportato nei campi di concentramento nazisti, morendo poi per le torture subite. 

Mi ritornano in mente le poesie di Gianni Rodari (che oggi non vengono più studiate e lette nelle scuole): bisognerebbe costruire torte e non cannoni! Ancora, Andrea Gallo, famoso prete di periferia: "la Pace può arrivare solo dal basso". Ricordiamo parole simili di Gino Strada, per un mondo senza guerre! 

Il massimo invece lo ha detto sul Donbass  H. Kissinger, di origine tedesca, quindi buon conoscitore di materiale bellico e non certo un socialdemocratico: l´Ucraina bisogna integrarla ed insieme alla Russia avvicinare alla Europa, altrimenti potrebbe essere in futuro un problema (era il 2014 e la previsione fu azzeccata). Ma nel 2002 l'Ucraina ed anche la Russia furono ad un passo ad entrare nella NATO ma guarda caso chi le butto fuori furono in maniera lungimirante gli States. 

Vi giriamo ora l´intervista all'Ansa di Davide Cacchione, portavoce del gruppo rock romano Banda Bassotti (link) l'esperienza della Carovana Antifascista, il movimento di solidarietà creato nel 2014 che da 8 anni porta aiuti umanitari nel Donbass.

"Abbiamo visto nella primavera del 2014 i video del massacro di Odessa - spiega Cacchione - e da lì abbiamo deciso di raccogliere materiale da portare in Donbass. Le armi che abbiamo portato sono quaderni, matite, pannolini e medicine. E poi le nostre chitarre, visto che una volta là abbiamo organizzato anche un concerto. Da quel 2014 siamo tornati quasi ogni anno".

E poi ancora: "Abbiamo raccolto anche fondi per orfanotrofi - spiega - ad ogni viaggio ne abbiamo visitati almeno quattro o cinque. Abbiamo visto orfanotrofi bombardati il giorno precedente, siamo stati negli ospedali dove abbiamo visto tante vittime e mutilati, sempre al confine tra il Donbass e l'Ucraina. Le repubbliche popolari non hanno mai risposto al fuoco perché c'era la volontà di rispettare gli accordi di Minsk, ma l'esercito ucraino ha sempre bombardato. Ora sembra che la guerra sia scoppiata da una settimana ma io sono otto anni che vado in Donbass e la guerra c'è sempre stata".

Serie A e serie B. "In otto anni ci sono stati quasi 14mila morti e non son pochi - prosegue Cacchione - oltre 300 bambini hanno perso la vita ma il Dobass non è mai esistito per i media, sembrava di essere in posto che non esiste". 

Fabio Alberti, fondatore di "Un ponte per..." ha cercato sempre di integrare ed unire le persone, di aiutare i bisognosi, le stesse parole del Santo Padre Papa Francesco e di tutti noi: siamo tutti fratelli (link).