Salvare vite in mare non è reato!

Nave Iuventa: Salvare vite in mare è un atto politico e sociale, l’Italia deve porre fine alla criminalizzazione del soccorso in mare!
06.05.2022 10:31 di Alessandro Gulberti   vedi letture
Murales Iuventa a Sankt Pauli
Murales Iuventa a Sankt Pauli
© foto di Tuttostpauli

Molti di voi lo avranno probabilmente già letto qui sulle nostre pagine di Tuttostpauli: alcuni membri dell’equipaggio della nave Iuventa ed altri attivisti sono stati accusati dal tribunale di Trapani di aver salvato la vita a persone bisognose di aiuto! In questa sede vogliamo di nuovo richiamare l'attenzione sull'indicibile situazione dei soccorritori accusati.

Nel gennaio 2021, dopo quasi cinque anni d'indagini, la procura di Trapani ha denunciato un totale di 21 persone, una compagnia di navigazione e due organizzazioni non governative per presunta collaborazione con i trafficanti di esseri umani. Tra gli imputati ci sono 16 persone che hanno lavorato sulle navi di soccorso Iuventa, Vos Hestia e Vos Prudence nel 2016 e nel 2017, appartenenti alle organizzazioni Jugend Rettet, Save The Children International e Medici senza Frontiere. All'udienza preliminare del 21 maggio si deciderà se le accuse saranno ritirate o se verrà avviato un processo contro i soccorritori. Quattro membri dell'equipaggio della Iuventa - Kathrin Schmidt, Dariush Beigui, Sascha Girke e Uli Tröder - rischiano fino a 20 anni di carcere in Italia per aver contribuito a salvare più di 14.000 persone dall'annegamento nel Mediterraneo.

L'udienza a porte chiuse si svolgerà il 21 maggio alle ore 10 a Trapani.

Ricordiamo che i soccorritori dell'equipaggio della Iuventa non hanno fatto altro che adempiere all'obbligo previsto dal diritto internazionale di soccorso in mare!

Nel 2017 le autorità italiane hanno confiscato la Iuventa accettando deliberatamente la morte di persone innocenti. Quello fu solo l'inizio di un'ondata di repressione contro il salvataggio civile in mare.

Sono state ora presentate accuse contro i quattro attivisti della Iuventa, tra cui il capitano Dariush Beigui da noi intervistato, e 17 altre persone di altre organizzazioni. Questo processo è politicamente voluto e strumentalizzato come deterrente per scoraggiare tutti coloro che mostrano solidarietà con naufraghi e rifugiati. Ma soprattutto funge da parafulmine alle accuse di violazione dei diritti umani da parte dell'Italia e di altri paesi dell’UE alle frontiere esterne dell'Europa.

Noi della redazione di Tuttostpauli assieme alla redazione del Sankt Pauli rimaniamo solidali e partecipi con l’equipaggio della Iuventa e soprattutto con tutte le persone in fuga nel mondo.

Chiediamo inoltre che l'Italia fermi questa procedura e ponga fine una volta per tutte alla criminalizzazione del soccorso in mare!

IL SALVATAGGIO IN MARE NON È UN REATO!

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