Interviste pirata: un grande imitatore dalle idee chiarissime

17.11.2020 08:00 di Luca Bolli   Vedi letture
Interviste pirata: un grande imitatore dalle idee chiarissime

Le nostre interviste oggi arrivano nel mondo che quelli bravi chiamano show business, nel mondo magico della televisione e della comicità più genuina. Abbiamo fatto qualche domanda a Ubaldo Pantani, presentatore, attore e noto al grande pubblico per le sue irresistibili e perfette imitazioni di decine di personaggi. Nel mondo del calcio ci entra indirettamente con le sue parodie su Buffon, Sarri, Ancelotti, Gattuso, Inzaghi, Lapo Elkan, Antonio Conte, Allegri e tanti altri; ma Ubaldo è anche uno che di calcio ne sa e infatti nel 2015 conduce uno speciale per il Giorno della Memoria che potete trovare in streaming (Árpád Weisz, dallo scudetto ad Auschwitz, Rai2), mentre nel 2016 partecipa alle trasmissioni Rai dedicate agli Europei organizzati in Francia.

Tra le sue esperienze più importanti crediamo gli faccia piacere ricordare gli esordi a teatro con Giorgio Albertazzi e, in TV, con Gianni Boncompagni. Non proprio gli ultimi due arrivati...
Ma Ubaldo Pantani cosa c'entra con Tuttostpauli.com, con le Brigate Garibaldi e con il Sankt Pauli? Scopriamolo...

Innanzitutto cosa fai oggi nello spettacolo e come vivi lo sport in generale?

Resisto. Sono più di vent'anni che lavoro in tv, principalmente con il ruolo di comico-imitatore con divagazioni teatrali e cinematografiche. Lo sport è sempre stato presente nella mia vita: calcio e ciclismo soprattutto, ma anche tennis e nuoto.

Ti ricordi quando hai conosciuto la famiglia del Sankt Pauli e quando ne sei diventato tifoso?

Sono un simpatizzante e lo sono da quando, qualche anno fa, ho scoperto il suo “mondo nuovo” attraverso un video su youtube.

Il Sankt Pauli è campione nel calcio per non vedenti, è la squadra più forte in Germania nel Rugby, con tantissimi scudetti all'attivo, nel beach volley sono molto forti ed anche nel Triatlon vanno molto bene; come mai in Italia in pochi conoscono queste realtà?

Ti stai riferendo ad un pubblico, gli amanti del calcio, vastissimo, ma spesso interessato a realtà più pop e meno popolari. Sembra un gioco di parole, ma non lo è: il calcio popolare è, purtroppo e a dispetto del nome, ancora un fenomeno elitario.
Per capirci: il Sankt Pauli è come gli Zen Circus che vanno a Sanremo...

Il modello associativo e partecipativo tedesco, che noi chiamiamo genericamente modello Sankt Pauli, è già conosciuto e riproposto in Italia, ma senza una vera legge ad hoc. Pensi che copiare il Bayern di Monaco possa aiutare lo sport in Italia?

Mi costringi a fingere di conoscere bene la legge tedesca e lo farò (ride). Scherzi a parte, credo che sia un modello alternativo che in Italia si dovrebbe provare ad adottare, fosse soltanto per sperimentare un altro modo di approcciarsi allo sport, perché la crisi sta evidenziando i limiti del modello classico. Associazione e partecipazione devono essere messe al centro del progetto e le persone devono tornare a far sport come lo fanno nel modello Sankt Pauli.

Sostenere concretamente dal basso le federazioni sportive italiane - e quindi tutto il CONI - non potrebbe essere la via maestra per un “risorgimento sportivo”?

Sì, lo sport deve essere potenziato soprattutto ai livelli più bassi, il suo valore aggregante è ancora sottostimato.

Lo sport unisce da sempre e come forse saprai il modello tedesco "sankt pauliano", con tutto il suo carico sociale, ha avuto in Germania effetti notevoli, sia sotto il profilo economico che nella lotta al razzismo. Come vedi una prospettiva del genere in Italia?

Alcune realtà in Italia si muovono già in questa direzione: spesso è una spinta che viene dal vituperato mondo ultrà. Penso alle iniziative che le curve di Pisa e Livorno promuovono da anni, a volte anche insieme, superando una rivalità leggendaria nel panorama italiano.

Con Tuttostpauli.com stiamo cercando di parlare ad un pubblico più ampio possibile, anche attraverso interviste come questa. Si tratta in pratica di provare ad essere presenti nei mass media, di parlare con i direttori dei maggiori quotidiani e con personaggi pubblici: credi ci siano delle controindicazioni?

Controindicazioni non ne vedo, si tratta solo di portare alla luce un modello non utopistico, la storia del Bayern Monaco è sotto gli occhi di tutti, in fondo: i risultati sportivi possono collimare con un modello “altro” ed alto di organizzazione societaria, anzi associativa.


Che consiglio daresti al mondo sportivo italiano?

Finché i genitori dovranno pagare per far giocare i bambini e le bambine, le scuole calcio saranno un luogo spaventoso dove non si capisce più il senso dello sport. Non si paga e quindi non si gioca: è un modello sbagliato oltre che ipocrita. Si gioca tutti, a prescindere. Se una squadra vuol far giocare solo i migliori libera di farlo, uno la cambia e se ne trova un’altra che non abbia velleità di risultato a tutti i costi.

Tuttostpauli.com ringrazia Ubaldo e invia a lui un augurio di buon lavoro e soprattutto tanta salute.
Forza Ubaldo e Forza Sankt Pauli!

(foto gentilmente concessa da Ubaldo Pantani)