Dal Pino: «Calcio diventi entertainment e media company!» No, grazie!

25.01.2021 12:00 di Flavio Villani   Vedi letture
Paolo Dal Pino
Paolo Dal Pino

«Il nostro calcio deve tornare a essere il più bello e il più visto al mondo» ha dichiarato qualche giorno fa il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino.

Come non essere d’accordo?

Andiamo a vedere come vorrebbe vincere questa «bellissima sfida».

«Dobbiamo accelerare.»

Sì, va bene, ma per dove? Per far che?

Per trasformare la Lega Serie A in una media company, che da subito affronti la vendita dei diritti TV, spiega Dal Pino, facendo attenzione alle nuove abitudini dei consumatori e poi presidiando in modo più efficace i mercati esteri per aumentare le prospettive di ricavi.

Però. Sembrerebbe proprio un bel programma. Se non fosse che queste parole ce ne ricordano altre molto simili, pronunciate da tantissime personalità del mondo del calcio. Per non andare troppo indietro nel tempo, sentiamo cosa ha detto il presidente dell’Inter Steven Zhang, all’assemblea dei soci appena due mesi fa:

«I club sono sempre più dei brand internazionali, che sviluppano collaborazioni nel campo del fashion e del lifestyle. Anche le infrastrutture, tra cui stadi di proprietà all’avanguardia, sono cruciali in questo processo. L’obiettivo è di rendere il prodotto competitivo con i grandi player dell’entertainment di tutto il mondo.»

Ma sì, trasformiamo le società calcistiche in media company! Trasformiamo tutto il sistema calcio in un entertainment business! Generiamo ricavi dallo stadio di proprietà, dalla vendita dei diritti e del merchandising! Generiamo ricavi! Accresciamo il capitale!

La situazione finanziaria in cui si trova l’Inter la conosciamo tutti. Siamo sportivi e non le auguriamo di fare la stessa fine delle società che hanno messo il capitale prima della persona come – facciamo alcuni esempi in ordine sparso – Foggia, Bari, Fiorentina, Triestina, Napoli, Parma, Padova, Perugia, Venezia, Rimini, Taranto, Vicenza, Reggina, Pescara, Catanzaro, Palermo, Trapani, Catania, Cavese, Casertana, Messina, Avellino e Pisa.

Vogliamo che la Seria A torni a essere il campionato più bello e il più visto al mondo?

Benissimo, allora facciamo come in Germania!

Le società tedesche sono conosciute e seguite in tutto il mondo.

Vogliamo guardare ai fatturati e ai bilanci delle società italiane e di quelle tedesche?

Lasciamo stare, per non farci troppo male.

In Germania le società non si scannano per i diritti televisivi e gli stadi sono sempre pieni (ovviamente fino all’arrivo della pandemia), perché i tifosi non sono solo spettatori, sono soci.

Sono i soci il cuore delle società sportive tedesche, non il capitale.

Facciamo così anche noi in Italia: mettiamo la persona al centro e non il capitale!