Uerdingen, 115 anni di Storia sportiva - quando il capitale perde

17.01.2021 19:00 di Massimo Finizio   Vedi letture
Uerdingen, 115 anni di Storia sportiva - quando il capitale perde

115 anni di storia di campionati, di campioni nel calcio ed anche in varie altre discipline sportive. La semifinale di Coppa delle Coppe del 1986 ed una Coppa di Germania nel 1985; addirittura 3 Coppe Intertoto, ma poi una volta entrato il capitale non è detto che si continui a vincere.
Nel 1905 viene fondato nel quartiere di Uerdingen l'associazione sportiva che piano piano cresce nella città di Krefeld, nella zona mineraria della Ruhr tra Duisburg e Düsseldorf, distanti solo 5 chilometri.

Nell'immediato dopoguerra si inserisce la Bayer, che proprio a Krefeld ha il proprio insediamento più importante di produzione chimica e farmaceutica, creando lì un dopolavoro importantissimo e rinominando l'associazione in FC Bayer Uerdingen, differenziandola quindi dall'omonima associazione di Leverkusen, la “casa madre” conosciuta dai più.
Le sue sezioni, con oltre 7.000 praticanti, in particolare quelle di atletica leggera, ancora oggi sono le punte di diamante dello sport tedesco: come quella del decathlon, specialità dove il Bayer di Uerdingen può vantare ben 3 campioni olimpici.

Tanti sono stati i campioni che hanno vestito la maglia delle aspirine di Uerdingen. Tra questi Friedhelm Funkel, poi anche allenatore del Colonia e Eintracht Francoforte; sicuramente conoscete Jos Luhukay, che ha allenato i Pirati molti anni dopo essersi seduto sulla panchina delle aspirine di Uerdingen.

La storia cambia improvvisamente quando la ditta chimica elimina il nome ed il sostegno solo dalla parte calcistica, proseguendo l'impegno nelle sezioni come tennis, canoa, football americano, triathlon, pallamano e via dicendo. Il calcio intraprende la pericolosa strada “in solitaria”, aprendosi gradualmente al capitale.
Nella metà degli anni '90 ecco che si susseguono vari presidenti i quali, avendo a modello il sistema italiano e senza avere grandi risorse economiche alle spalle, alzano gradualmente i costi dei biglietti, facendo allontanare nel tempo sia gli spettatori, che la partecipazione attiva nella associazione sportiva calcistica. Sono pochi gli sponsor e portano anche pochi capitali, ma sono invece grandi i nomi dei giocatori che vengono messi a contratto, come il famoso Ailton che con il Werder Brema aveva già vinto uno scudetto e due Coppe di Germania.

Alla fine i conti non tornano e la società è sempre in grosse difficoltà economiche. Il punto di svolta sembra arrivare nel 2017 quando Mikhail Ponomarev, facoltoso mecenate russo che le nostre informazioni interne danno vicino a Roman Arkadyevich Abramovich del Chelsea, entra nel Bayer e riesce a convincere i soci ad estrapolare completamente la parte calcistica, mettendola sotto il proprio controllo (50+1) diventandone unico responsabile.

Un'avventura durata solo 3 anni, visto che Ponomarev si è dimesso in questi giorni da presidente dell'associazione calcio: una volta portati i libri contabili in tribunale, si è dileguato velocemente. Anche il vice presidente ha lasciato e non si sa come la squadra, che milita oggi in serie C, potrà continuare con allenatori e giocatori senza buste paga e tifosi e soci senza un team. Anche in Germania, insomma, si verificano situazioni che in Italia conosciamo molto bene: nello sport tedesco, però, accadono molto raramente e sempre quando un’associazione sportiva si rivolge al Dio denaro e al capitale!

Il capitale nello sport ha perso ancora una volta!