Euro 88 - alle radici del modello tedesco (prima parte)

10.06.2021 22:13 di Massimo Finizio   vedi letture
Euro 88 - alle radici del modello tedesco (prima parte)

Una retrospettiva sui passati Europei potrebbe essere utile a tutti per poter capire meglio come mai in Germania la situazione delle associazioni sportive si sia rafforzata con il passare degli anni, portando anche un grande spettacolo di pubblico negli stadi. 

Oggi ripercorriamo storicamente da testimoni di quel periodo le fasi importanti ed anche alcuni retroscena inediti, ricordando anche l´evoluzione dello sport in germania grazie al FCSP.

Prima di partire da quel fatidico 1988, riavvolgiamo il nastro ricordando che eravamo a pochi anni dalla catastrofe dell"Heysel (link) dove erano periti tantissimi tifosi e si contarono oltre 600 feriti causati dagli attacchi degli hooligans inglesi ai quali si erano anche aggiunti gruppi di ex paracadutisti reduci dalla guerra delle Malvinas e pare anche gruppi di estrema destra inglese. Gli inglesi furono squalificati per molti anni ma guarda caso venne amnistiata la nazionale inglese per gli europei del 1988. Come dire: "non è successo nulla, dimentichiamo ed andiamo avanti". Per questo tutti sapevano che in Germania si sarebbero "incontrati" tutti su di un terreno abbastanza libero ed ancora impreparato. Una Germania ancora divisa e soprattutto occupata ad Ovest militarmente da Regno Unito e Francia. Se poi teniamo conto che siamo negli anni 80, dove in Europa ancora é forte il conflitto irlandese e che a Glasgow la situazione non è certo tranquilla, capirete che gli irlandesi anche loro presenti si vengono a trovare in un campo altamente pericoloso. Aggiungiamo anche la presenza degli olandesi, praticamente confinanti ed in alcuni casi a soli pochi chilometri dalle cittá dove si svolgeranno le piu cruente battaglie (come Dusseldorf), oltre a quella dei già citati inglesi ed infine c'erano i padroni di casa, i tedeschi, in quel periodo animati da gruppi particolarmente legati alla estrema destra. Tra questi citiamo quelli dell'Amburgo (i Leoni) e del Dortmund (Borussia front), che si erano già fatti la loro fama. Delle 8 partecipanti logicamente ricordiamo anche i russi, presenti solo con una dozzina di militari in occupazione nella DDR, danesi, caratteristici per i loro colori ma presenti e riconoscibili solo per essere scortati da tantissime belle bionde completamente vestite di rosso, gli spagnoli in pratica presenti solo con la loro forte emigrazione come noi italiani. I nostri tifosi erano presenti in maggioranza grazie alla allora ancora fortissima emigrazione ma che veniva rinforzata dall´arrivo dall´italia di piccoli gruppi di ultras di ogni città e colore. Si notano i doriani gia presenti a Spagna 1982, pochi juventini, pochissimi romanisti e genoani qualche rappresentante di varie tifoserie di serie A: insomma potremmo dire che noi italiani eravamo presenti in pratica come spettatori non potendoci assolutamente presentare "militarmente". Forse al massimo come armata brancaleone. 

Se il girone italiano si svolge senza grandi patemi e vicissitudini, il girone 2 invece ha subito come prima partita la vittoria della sorpresa Irlanda proprio sugli inglesi: vittoria storica di 1-0 (gol di Houghton al 6'). Fu una vittoria soprattutto per quei tempi politica: porterà logicamente nel dopo partita ad una caccia al povero irlandese, che riceverà il rinforzo (sporadico) anche dei padroni di casa di Stoccarda e degli italiani che sono stati sempre sia con il cattolico irlandese ma anche con chi era oppresso sia a Belfast che a Glagsow. 

La seconda partita del girone prevede a Düsseldorf la sfida tra gli olandesi e gli inglesi. Düsseldorf si trova a soli 40 km dal confine olandese ma al tempo stesso in quel periodo era il centro militare di occupazione degli inglesi in germania dopo gli accordi della seconda guerra mondiale (forse questa storia bisognerebbe ripassarla a scuola?, ndr). Insomma, come dire: benvenuti e buon divertimento.