[ITA/DEU] Berlino è rossa e Sankt Pauliana / Berlin ist Rot und Sankt-Paulianisch

21.09.2026 16:46 di  Massimo Finizio   vedi letture
[ITA/DEU] Berlino è rossa e Sankt Pauliana / Berlin ist Rot und Sankt-Paulianisch

La storia si ripete. E, politicamente, il Sankt Pauli continua a essere un esempio. La vicenda di Elif Eralp, protagonista delle elezioni di Berlino del 20 settembre, ne è per noi un'ulteriore dimostrazione.

La Linke ha ottenuto il primo posto alle elezioni per l'Abgeordnetenhaus e Elif Eralp, Spitzenkandidatin del partito, ha rivendicato la possibilità di diventare la prossima Regierende Bürgermeisterin di Berlino. L'elezione del sindaco, però, dovrà ancora avvenire attraverso il nuovo Parlamento e le successive trattative per la formazione del governo.

Ma la storia di Elif Eralp comincia molto prima, e porta inevitabilmente anche ad Amburgo.

Elif Eralp nasce a Monaco di Baviera nel 1981. I suoi genitori, socialisti e sindacalisti, erano fuggiti dalla Turchia dopo il colpo di Stato militare del 1980. La madre, Hülya Eralp, era incinta di Elif quando la famiglia lasciò la Turchia. Dopo Monaco, la famiglia si trasferì a Dortmund, dove il padre lavorò come medico, e successivamente ad Amburgo-Altona, dove Elif crebbe e frequentò le scuole.

Ad Amburgo studiò giurisprudenza all'Università di Amburgo dal 2001 al 2007, con particolare attenzione alla criminologia. Dopo il primo esame di Stato svolse il Referendariat, occupandosi soprattutto di diritto dell'immigrazione e dell'asilo, con esperienze anche presso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l'ambasciata tedesca a Ottawa e uno studio legale specializzato in diritto di soggiorno e asilo.

Nel 2009 concluse la sua formazione giuridica con il secondo esame di Stato ad Amburgo. Un anno dopo si trasferì a Berlino, dove iniziò a lavorare come consulente per la politica giuridica presso il gruppo parlamentare della Linke al Bundestag, nell'area dedicata ai diritti civili e alla democrazia.

Ma la politica faceva parte della sua vita già molto prima. Da ragazza partecipò alla mobilitazione ambientalista e al movimento contro il nucleare, prendendo parte anche alle proteste contro i trasporti Castor nel Wendland. In seguito si è impegnata sui temi dell'antirazzismo, della lotta alla gentrificazione, dell'immigrazione e del diritto a un'abitazione accessibile.

E qui ritorna il Sankt Pauli.

Perché molte delle battaglie che hanno caratterizzato la storia politica e sociale del quartiere e del nostro club appartengono allo stesso universo di valori: solidarietà, antirazzismo, antifascismo, tutela dell'ambiente, difesa degli spazi sociali e contrasto alla trasformazione dei quartieri in semplici merci.

Non vogliamo sostenere che il Sankt Pauli abbia “creato” politicamente Elif Eralp. La sua storia familiare e il suo impegno personale vengono da molto prima. Ma è difficile non vedere una curiosa continuità tra le esperienze maturate ad Amburgo e le battaglie che Eralp ha poi portato a Berlino.

Del resto, la storia del nostro club dimostra da decenni che il calcio può essere qualcosa di molto più grande dei novanta minuti sul campo.

La storia dei Pirati, delle battaglie contro il nucleare, delle iniziative sociali e delle mobilitazioni politiche appartiene a una tradizione che il Sankt Pauli ha contribuito a rendere riconoscibile ben oltre i confini di Amburgo.

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Oggi quella storia arriva fino a Berlino.

Elif Eralp ha costruito il proprio percorso politico attorno a temi come la lotta al razzismo, la tutela dell'ambiente, il diritto alla casa, la solidarietà verso chi migra e il contrasto alla gentrificazione. Sono temi che, per chi conosce la storia del Sankt Pauli, hanno inevitabilmente un sapore familiare.

E allora sì, guardiamo a Berlino con curiosità. Non perché una persona possa rappresentare da sola una tradizione politica lunga decenni, ma perché nella sua biografia ritroviamo molte delle battaglie che hanno attraversato anche la storia del nostro quartiere e del nostro club.

Dopo il risultato elettorale, Eralp ha pronunciato una frase destinata a rimanere nella cronaca di questa giornata:

“Nella nostra città hanno vinto l'amore e la giustizia sull'odio. E questo segnale va nel mondo.”

Parole pronunciate a Berlino, ma che a noi, inevitabilmente, fanno pensare al Millerntor.

Sankt Pauli docet.

Die Geschichte wiederholt sich. Und politisch gesehen bleibt der FC St. Pauli ein Beispiel. Die Geschichte von Elif Eralp, der Spitzenkandidatin der Linken bei der Berliner Abgeordnetenhauswahl, ist für uns ein weiteres Beispiel dafür.

Die Linke wurde bei der Wahl vom 20. September 2026 stärkste Kraft. Elif Eralp beansprucht seitdem das Amt der Regierenden Bürgermeisterin für sich. Gewählt ist sie allerdings noch nicht: Darüber muss das neu zusammengesetzte Abgeordnetenhaus entscheiden, und zunächst stehen Gespräche über die Bildung einer Regierungsmehrheit an.

Doch Eralps Geschichte beginnt lange vorher – und führt unweigerlich auch nach Hamburg.

Elif Eralp wurde 1981 in München geboren. Ihre Eltern, Sozialisten und Gewerkschafter, waren nach dem Militärputsch von 1980 aus der Türkei geflohen. Ihre Mutter Hülya Eralp war damals mit Elif schwanger. Nach München zog die Familie zunächst nach Dortmund, wo ihr Vater als Arzt arbeitete, und später nach Hamburg-Altona. Dort wuchs Elif auf und besuchte die Schule.

Von 2001 bis 2007 studierte sie Rechtswissenschaften an der Universität Hamburg, mit einem Wahlschwerpunkt in Kriminologie. Nach dem Ersten Juristischen Staatsexamen absolvierte sie ihr Referendariat und beschäftigte sich insbesondere mit Migrations- und Asylrecht. Zu ihren Stationen gehörten unter anderem das Hohe Flüchtlingskommissariat der Vereinten Nationen (UNHCR), die Deutsche Botschaft in Ottawa und eine auf Aufenthalts- und Asylrecht spezialisierte Kanzlei.

2009 schloss sie ihre juristische Ausbildung mit dem Zweiten Staatsexamen in Hamburg ab. Ein Jahr später zog sie nach Berlin und begann als Referentin für Rechtspolitik bei der Bundestagsfraktion der Linken zu arbeiten, unter anderem im Arbeitskreis „BürgerInnenrechte und Demokratie“.

Politik gehörte allerdings schon lange vorher zu ihrem Leben. Bereits als Jugendliche engagierte sie sich in der Umweltbewegung und in der Anti-Atomkraft-Bewegung und beteiligte sich an Protesten gegen Castor-Transporte im Wendland. Später engagierte sie sich unter anderem gegen Rassismus und Gentrifizierung sowie für Migration, soziale Teilhabe und bezahlbaren Wohnraum.

Und genau hier kommt der FC St. Pauli ins Spiel.

Denn viele der politischen und gesellschaftlichen Themen, die die Geschichte unseres Stadtteils und unseres Vereins geprägt haben, gehören zum gleichen Werteverständnis: Solidarität, Antirassismus, Antifaschismus, Umweltschutz, der Schutz sozialer Räume und der Widerstand gegen die Vorstellung, dass Stadtviertel nur Waren sein sollen.

Wir wollen damit nicht behaupten, dass der FC St. Pauli Elif Eralp politisch „gemacht“ hätte. Ihre familiäre Geschichte und ihr persönliches Engagement reichen viel weiter zurück. Aber es ist schwer, keine Verbindung zwischen den Erfahrungen, die sie in Hamburg gemacht hat, und den politischen Themen zu erkennen, die sie später nach Berlin mitgenommen hat.

Schließlich zeigt die Geschichte unseres Vereins seit Jahrzehnten, dass Fußball weit mehr sein kann als 90 Minuten auf dem Platz.

Die Geschichte der „Piraten“, der Proteste gegen Atomkraft, der sozialen Initiativen und politischen Mobilisierungen gehört zu einer Tradition, die der FC St. Pauli weit über Hamburg hinaus sichtbar gemacht hat.

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Heute reicht diese Geschichte bis nach Berlin.

Elif Eralp hat ihren politischen Weg mit Themen verbunden, die auch in der Geschichte des FC St. Pauli immer wieder eine zentrale Rolle gespielt haben: der Kampf gegen Rassismus, Umweltschutz, das Recht auf bezahlbaren Wohnraum, Solidarität mit Geflüchteten und der Widerstand gegen Gentrifizierung.

Und deshalb schauen wir heute mit besonderem Interesse nach Berlin. Nicht weil eine einzelne Person eine jahrzehntelange politische Tradition verkörpern könnte, sondern weil wir in ihrer Biografie viele der Kämpfe wiederfinden, die auch die Geschichte unseres Stadtteils und unseres Vereins geprägt haben.

Nach dem Wahlergebnis sagte Eralp einen Satz, der bereits zu den Bildern dieses Abends gehört:

„In unserer Stadt hat die Liebe und die Gerechtigkeit über den Hass gewonnen. Und dieses Signal geht in die Welt.“

Gesagt in Berlin. Aber für uns klingen diese Worte unweigerlich auch ein wenig nach Millerntor.

Sankt Pauli docet.